Qual è il comportamento corretto da adottare verso i consumatori finali da parte dei soggetti investiti dall’obbligo della fattura elettronica?  E per coloro che sono in regime forfettario o in generale per le categorie non coinvolte dall’obbligo di emettere fatture elettroniche?

Questo quesito è stato posto da molti operatori e, alla luce dei chiarimenti forniti dalla AdE, è possibile fornire le linee guida del comportamento corretto da tenere.

Dal 1° gennaio 2019 scatta l’obbligo della fatturazione elettronica e l’Agenzia delle Entrate rilascia alcuni chiarimenti in merito a quale comportamento tenere verso i consumatori finali.

Innanzitutto, si precisa che: i professionisti dal 2019 saranno obbligati ad emettere fatture elettroniche anche ai cittadini senza partita Iva.

Nelle FAQ rilasciate dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito il 30 novembre 2018 è stato chiesto se il cliente può pretendere di ricevere comunque la versione cartacea o in formato Pdf della fattura elettronica e se nel caso fornisca la PEC, è sufficiente l’invio dell’e-fattura a quell’indirizzo o se è tenuto a scaricarla dallo SdI.

Nel rispondere l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che come stabilito dall’art. 1 del d.Lgs. n. 127/15, l’operatore IVA residente o stabilito è obbligato ad emettere la fattura elettronica anche nei rapporti con i consumatori finali (B2C) e a consegnare agli stessi una copia della fattura elettronica emessa, in formato analogico, salvo che il cliente non rinunci ad avere tale copia.

Inoltre, si sottolinea che, tanto i consumatori finali persone fisiche quanto gli operatori che rientrano nel regime forfettario o di vantaggio, quanto i condomini e gli enti non commerciali, possono sempre decidere di ricevere le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori comunicando a questi ultimi, ad esempio, un indirizzo PEC sempre per il tramite del Sistema di Interscambio, (anche comunicando un codice destinatario)

Gli operatori che rientrano nel regime di vantaggio o nel regime forfettario e gli operatori identificati (anche attraverso rappresentante fiscale) in Italia non hanno, invece, l’obbligo

  1. di emettere le fatture elettroniche;
  2. di conservare elettronicamente quelle ricevute nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la PEC ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche.
  3. dello “spesometro